Allevare in canarino di Razza Spagnola 

  Il canarino di razza spagnola, è, sotto certi aspetti, un canarino come tutti gli altri. In realtà tutte le razze del canarino sono simili nell'allevamento, delle difficoltà o meglio delle modifiche  nella  conduzione  di un allevamento  sono comunque  da  apportare in quelle razze  di particolare pesantezza che abbisognano di un maggiore apporto proteico nell'alimentazione. Altre difficoltà  potrebbero  essere  rappresentate,  sempre a  causa della loro mole, dalla letargia  che  può  portare le femmine  di queste  razze pesanti  ad  una certa  svogliatezza nell'imbeccare  la prole.

È per  questo motivo che si  ricorre alle  cosiddette balie. Non è certo questo il caso della razza spagnola, che proprio per la sua piccola taglia è  un'eccezionale riproduttore e spesso viene utilizzato per far da balia alle razze più pesanti. L'alimentazione sicuramente è quella consueta ovvero un buon misto di semi o, se si preferisce,degli estrusi, della frutta fresca, con predilezione per la mela, e di tanto in tanto qualche foglia di verdura come la cicoria o della lattuga. È  ben integrare  la dieta  ogni  dieci  giorni  con  un  integratore  vitaminico somministrato per due - tre giorni.  Anche l'osso di seppia e il grit, saranno utili per mantene-re sempre in forma i nostri piccoli amici

Il nido da utilizzare sarà quello solito utilizzato per tutte le razze di piccola e media taglia e l'imbottitura sarà costituita da  juta e altro materiale messo a disposizione dall'allevatore. La femmina di Razza Spagnola è molto abile nella costruzione del nido. I sapienti intrecci della juta probabilmente derivano dalla natura stessa di questo uccellino che è un parente strettissimo del canarino selvatico. È proprio da questa caratteristica che deriva anche  la sua rusticità. Ed è proprio su questo  che vorrei soffermarmi molto.

Abbiamo assistito alla decadenza del canarino domestico proprio per  il continuo rincorrere nel  voler creare razze o  mutazioni   nuove. La  selezione porta inevitabilmente  ad un impoverimento dei geni come risentimento di tutto o quello che di atavico era presente nel genoma di questi uccelli. Sono sicuramente d'accordo sulla selezione, altrimenti sarebbe inutile allevare. Il problema sorge, quando  vogliamo introdurre delle nuove mutazioni di colore in questi soggetti. Anche qui, da allevatore, quale sono, posso capire i colleghi. Bisognerebbe però intervenire in maniera intelligente in modo da mantenere viva la selezione anche nelle altre caratteristiche che sono peculiari. È sicuramente bella  una nuova varietà di colore ma se è abbinata ad uno scadimento delle  particolari attitudini di questo uccellino, sicuramente non ci sentiremo soddisfatti per quanto prodotto. Viviamo in un'epoca molto particolare in cui l'artificialità delle coste è all'ordine del giorno. Voglio dire, che le mutazioni che avvengono nel colore degli uccelli non sono certo del tipo spontaneo ma si ottengono sempre o quasi con l'introduzione nel nostro ceppo  di  canarini  di colore.

 Una predilezione particolare la troviamo nell'introdurre il fattore Agata. Questo non deve scandalizzare nessuno. È stato infatti introdotto e con successo, anche nella razza Gloster. Ora si vedono in giro infatti, alcuni canarini di questa varietà, accettabili per standard e altre caratteristiche di razza ma, quanti sono stati gli scarti? Sicuramente moltissimi. Inoltre c'è da fare una considerazione che poi è la  stessa, anche  se più grave, dell' ibridazione con il Cardinalino del Venezuela effettuata per ottenere il canarino fattore rosso. Ci troviamo infatti, di fronte ad un ibrido che quindi ha metà dei geni delle canarino e metà del Cardinalino. E vero che poi gli incroci successivi sono stati tutti riportati verso la parte del canarino è che quindi il sangue della Cardinalino è sempre di meno ma è pur vero che non ci troviamo di fronte a soggetti puri. Nel caso dell'introduzione di fattori di colore nel canarino di razza spagnola non ci troviamo di fronte a ibridi ma piuttosto a soggetti meticciati. Questo comporterà che avremo perso un pò della rusticità del nostro uccellino e nello stesso tempo avremmo perso anche alcune delle caratteristiche razziali quali la testa piccola il corpo affusolato e la posizione. Vi ricordiamo inoltre una importante caratteristica di razza che è la coda di rondine a volte difficile da mantenere. Siamo quindi costretti a fare i successivi accoppiamenti utilizzando ovviamente un soggetto mutato con uno puro e quasi sempre si ricorre all'incrocio intenso per l'intenso. Questo sappiamo che sicuramente riduce la taglia e  il piumaggio ma nello stesso tempo lo rende ruvido e provoca quelle brutte deplumazioni intorno all'occhio. Sicuramente un bravo allevatore  riuscirà comunque a correggere questi difetti alternando gli accoppiamenti con soggetti  semi-intensivi. Ricordiamo che l'accoppiamento d'elezione resta sempre brinato per intenso. Non c'è motivo alcuno di portare in mostra solo soggetti intensi in quanto grazie alla nascita del nostro Club le categorie sono state ampliate e quindi anche i brinati hanno le stesse possibilità di vittoria degli intensi.